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Astrologia PDF Stampa E-mail

 

Da Linguaggio Astrale, trimestrale di cultura astrologica del Centro Italiano di Astrologia (CIDA ), organo ufficiale dell'Albo Astrologi Professionisti, num. 134, primavera 2004, pp. 170-186.

 

 

Scegliere il proprio destino

Cavalcare il proprio destino

 

 

Scegliere il proprio destino


Approcci metodologici di lavoro su di sé e sugli altri. Con l'aiuto dell'astrologia e della capacità di introspezione e consapevolezza conosciamo noi stessi e facciamo di noi stessi ciò che abbiamo sempre sognato.


Il destino come autorealizzazione

 

Il destino di cui vorrei trattare in questa mia ricerca è il progetto globale dell'incarnazione, la missione che ognuno di noi è chiamato a realizzare su questa Terra, realizzando se stesso.

Si tratta di un destino predeterminato solo in quanto scritto dalla nascita nella nostra carta di identità cromosomica e astrologica: è quindi determinato dall'interno, non dall'esterno, autodeterminato. E' la scelta obbligata che noi compiamo liberamente, se mi si permette il paradosso: è ciò che scegliamo perché ci corrisponde.
La realizzazione della propria missione e della propria felicità non solo vanno di pari passo e in sintonia, aiutandosi a sostenendosi a vicenda, ma coincidono totalmente. Per essere felice, per indirizzarmi lungo il mio cammino personale ho bisogno di conoscermi e conoscermi così bene da capire il senso della mia vicenda umana, che cosa sono venuto a fare: che cosa ho scelto di sperimentare in questo corpo e in questa situazione di vita quando mi sono incarnato. Bisogna non solo sciogliere i nodi, le ambiguità, le contraddizioni della personalità, che corrisponde al modo quotidiano e contingente di espressione dell'io. Ma anche chiarire a noi stessi dove e perché stiamo veramente andando. La felicità è la conseguenza del rispetto di sé e della fedeltà a se stessi, del vivere una vita che ci rappresenta pienamente.
La vera alchimia interiore comprende anche la sfera del nostro io spirituale che per convenzione chiamerò anima. L'oro si può distillare solo fondendo il progetto dell'anima con le modalità di espressione e di azione della personalità. Il presupposto per essere in equilibrio è che la personalità sia integrata in tutte le sue parti e componenti energetiche. Ma una personalità che funzioni efficacemente e con successo, come un motore perfettamente rodato non avrebbe senso se non fosse il degno canale di espressione di energie superiori, propulsione e benzina di ogni genere di creatività. Lo scopo della vita si intravede nei momenti di integrazione tra la personalità e l'anima e si realizza quando questa integrazione diviene costante e inscindibile. Una personalità che realizzi pienamente se stessa è in realtà al servizio di istanze superiori che le danno forma e ragione di essere.
Tutto il quadro della personalità (talenti; aspirazioni; ferite che permettono squarci inediti di sapienza, consapevolezza e profondità umana; resistenze che assicurano maggiore concentrazione e coerenza di sforzi…) è strumentale alla realizzazione di ciò che dobbiamo sperimentare, imparare e conseguire in questa vita. Ognuno di noi ha qualcosa da imparare per se stesso e da insegnare e offrire agli altri.

 

 

Il presente e il futuro oltre il pagamento dei debiti contratti in passato


Il destino, nell'accezione in cui lo considero ora, coincide con ciò che nella cultura indiana probabilmente si chiamerebbe il dharma, non con il più noto concetto di karma. Il karma è ciò che dobbiamo imparare, le lezioni arretrate. Il dharma è ciò che faremo, o già in parte facciamo, di speciale, fondamentale e unico. Nessuno può prendere il nostro posto in questo. Se abdichiamo, la casella del mosaico resterà vuota. Se comprendiamo noi stessi la specificità del nostro destino e ci occuperemo di rendere preziosa la nostra tessera, tutti ne gioiranno e beneficeranno, e prima di tutto noi stessi.
Il karma sono le lezioni del passato: ciò che abbiamo sbagliato e che dobbiamo rivivere sotto una nuova consapevolezza. Risentiamo ora di alcune cattive abitudini di alcune vite precedenti e siamo indotti ad abbracciare i medesimi atteggiamenti erronei. Li riviviamo e nuovamente ne soffriamo, in modo da essere motivati a elaborarli definitivamente e a liberarcene. Si tratta di capire gli errori presenti, eventualmente, se siamo in contatto con le nostre storie passate, attraverso la comprensione di analoghi errori passati. Oppure siamo costretti in situazioni di vita infauste e particolarmente sfortunate e difficoltose. In questo ultimo caso, secondo alcune dottrine orientali, stiamo sperimentando il dolore o la fatica negli stessi contesti in cui in altre vite avevamo sperimentato l'abbondanza o la sopraffazione. La nostra consapevolezza e maturità emotiva si sviluppa così attraversando uno dopo l'altro tutte le condizioni di vita possibili, la ricchezza come la miseria, il male come il bene, imparando a relativizzare l'importanza del contesto materiale e traendo lezioni morali dall'interazione con gli altri nei diversi contesti umani.
Tutte le nostre fragilità e debolezze attuali e i limiti che la nostra personalità ci impone costituiscono il primo ostacolo alla realizzazione e alla felicità. Se ad esempio è scritto nel mio percorso di vita che faccio fatica ad avere stima di me o a provare amore per me in seguito, come spesso capita, a tristi esperienze famigliari, a programmi mentali negativi assimilati nell'infanzia e profondamente introiettati, questo non è il mio destino, non è il liet motif della mia vita. Sarà, magari, all'inizio, una sfida costante e uno stimolo urgente al lavoro su di sé. E' il karma principale di questa esistenza di cui mi devo liberare, dai cui schemi devi uscire a nuova vita. Ho urgenza di liberarmi di queste catene limitanti per potere essere pienamente me stesso e vivere con gioia e abbandono il mio autentico destino.
Dopo avere oggettivato le nostre debolezze, è il momento di trascenderle: smettere di ripetere copioni nevrotici che affondano le radici in reiterate cattive abitudini comportamentali o in atteggiamenti mentali deleteri e distruttivi. In questo modo ci potremo aprire al versante costruttivo, luminoso, creativo e veramente appassionante della nostra esistenza. Dopo avere assolto i debiti e i compiti karmici possiamo finalmente dedicarci il più possibile e serenamente a noi stessi e al nostro ruolo nel mondo, al compito, al dharma appunto, a quello che c'è da fare ora in questa incarnazione e che più di ogni cosa ci interessa e vogliamo fare.
Ovviamente di solito questi lavori di armonizzazione della personalità, autoconoscenza, ricerca del proprio destino e assolvimento, con se stessi e con gli altri, dei debiti karmici, vengono portati avanti insieme in modo parallelo e continuativo, il più delle volte fino al termine dell'esistenza. E' anche vero però che non si può soffermarsi a riflettere sul proprio destino e accingersi a realizzarlo senza avere in parte risolto i problemi sollevati dalla personalità e dal karma.

 

 

Indicatori del karma e bagaglio di doni utili per il dharma.


Se volgiamo, per un momento, lo sguardo e l'attenzione non in avanti, ma indietro, non verso il destino, verso il dharma, ma verso il karma, tutta la carta natale ci parla dei doni o dei limiti che ci provengono dalle nostre esperienze passate.
Il Nodo Sud segnala la direzione di provenienza del nostro io, nel bene come nel male, con le sue acquisizioni e le sue manchevolezze. I pianeti della personalità (Sole, Luna, Mercurio, Venere e Marte) indicano come vengono di fatto sentite e vissute le sfide del karma e quali sono in concreto le sue ripercussioni. Ma sono i pianeti transpersonali a offrirci delle prospettive e delle possibilità interpretative di maggiore profondità temporale.
Giove rappresenta ciò che di più utile abbiamo assimilato a livello spirituale, utile al punto che al momento risulta essere il nostro più prezioso e benefico nutrimento energetico.
Urano manifesta l'identificazione con la comunità, il sentimento di fare parte di un'entità molto più grande e onnicomprensiva del piccolo personalistico io, manifesta quanto e come sono disposto ad adoperarmi per il bene della collettività, quanto e come la mia percezione del mio io può espandersi ed entrare in comunicazione con l'universo di anime che mi circonda.
Nettuno è la ricchezza interiore accumulata, l'afflato spirituale più alto in cui amore, bellezza e conoscenza coincidono e si fondono nella contemplazione del divino, rappresenta la qualità di sentirmi parte di questo Tutto. Giove, Nettuno e Urano, quando ben aspettati e valorizzati, sono i gioielli che abbiamo ereditato da noi stessi in altre vite, sono i doni del cuore, che non si perdono quando si acquisiscono, in qualsiasi vita si acquisiscano. In aspetti stridenti sono ambiti da vivere appieno, sperimentare, sviluppare e consolidare in questa incarnazione.
Plutone e Saturno riflettono invece zone ostiche e oscure, sfide nel presente che ripercorrono precisi itinerari passati. I loro aspetti e la loro posizione costituiscono dei punti di particolare concentrazione di energia. La persona sarà costretta da queste forze, soprattutto se in aspetti disarmonici, a un lavoro significativo e intenso: spendere tempo, sforzi tenaci e indefessi di comprensione e di azione, spendere impegno o molto coraggio per rispondere adeguatamente e definitivamente alle loro sollecitazioni.
Plutone rappresenta come è stato vissuto il potere. I trigoni e gli aspetti armonici indicano esperienze passate positive e arricchenti, esercizio del "potere di" fare, abilità creativa, mentre i quadrati e gli aspetti disarmonici segnalano esperienze di "potere su", cioè sopraffazioni e abusi.
Il Medio Punto Plutone - Saturno individua il modo in cui è stato concretamente utilizzato il potere e gli effetti e i riscontri significativi del suo utilizzo.
Saturno rappresenta invece la carenza, il lavoro arretrato, uno dei punti della carta astrale in cui maggiormente è necessario concentrare l'energia per ristabilire l'equilibrio. Rispettando e gratificando le richieste manifestate dalla posizione di Saturno si ricaverà molta sicurezza, forza e stabilità, conseguenza della nuova acquisita completezza. Ad esempio, se si tratta di un Saturno di acqua spiccatamente emotivo, la forza scaturirà naturalmente dalla serenità e dalla pace interiore, da una maturità emotiva raggiunta con impegno, pazienza, dolcezza e coraggio.
All'interno della carta inoltre le sollecitazioni indicate da aspetti di quadratura o da retrogradazione dei pianeti suggeriscono carenze e necessità di lavori di scioglimento, apprendimento o valorizzazione, di modalità spiccatamente saturnina. Dove sarà inevitabile una maggiore concentrazione di energia saranno anche inevitabili i maggiori frutti, insegnamenti, avanzamenti e successi. Quello sarà il luogo dove si concentrerà l'instancabile lavorio interiore e/o l'inesauribile produttività esteriore. Un esempio di personalità dedita instancabilmente all'espressione del suo talento di artista e comunicatrice è Ornella Vanoni. Avere Sole e Ascendente nella Vergine non sarebbe bastato a fare di lei un'instancabile e inesauribile lavoratrice (è nata nel 1934 e l'ultimo suo disco è stato pubblicato nel 2003). Saturno retrogrado forma un triangolo con Medio Cielo (MC) in Gemelli e la congiunzione Mercurio/Giove. Plutone è in quadrato con Giove e con Urano, entrambi pianeti che sollecitano la creatività, e il quarto vertice del quadrato da essi formato cade nella quinta casa, la casa delle opere. Il suo MC è quadrato sia a Venere/Nettuno congiunti all'Ascendente (AS), sia alla Luna.
La quadratura indica comunque e sempre un nodo da risolvere in questa vita e non potrò sottrarmi neanche volendo all'adempiere al compito indicato che scaturisce da uno degli aspetti della mia personalità che esigono attualmente rivendicazione. Può essere un lavoro che sfocerà in produttività concreta e visibile o piuttosto un lavoro interiore che riguarda esclusivamente la sfera emotiva e intima, magari la costruzione di un nido domestico o di rapporti umani soddisfacenti. Un elemento che è stato precedentemente, in questa o in altre vite, frustrato deve ora trovare piena e compiuta espressione.
Parte del compito della personalità e dell'anima si può identificare con i maggiori aspetti di quadratura che indicano in modo molto preciso e definito i rischi e le modalità del lavoro da svolgere. Un Mercurio molto valorizzato sarà un talento già sviluppato, che si utilizzerà volentieri, con agio, soddisfazione e profitto, ma se è presente più di una quadratura bisognerà osservare attentamente le indicazioni degli aspetti e lasciarsi ispirare da essi per affinare alcune modalità della comunicazione o dell'apprendimento particolarmente critiche e cruciali per questa incarnazione.
Le influenze di Saturno e Plutone, soprattutto quando sono pesanti e gravose, impongono sfide spesso così consistenti da essere anche fortemente evolutive e arricchenti. Attraverso l'errore, la problematica, l'esperienza faticosa oppure profondamente sofferta si conquistano potenziali di conoscenza di sé e del mondo inestimabili, preziose riserve di umanità, consapevolezza ed esperienza.
Il dono di Saturno, qualunque aspetto della personalità riguardi, consiste in una riserva di forza operativa, una forza lavoro a nostra disposizione, uno strumento, la capacità di concentrazione e canalizzazione delle energie per potere dare frutti sostanziosi.
Il dono di Plutone è la capacità di sondare e toccare con mano e con l'anima le possibilità di rinascita e l'infinito potenziale di autorigenerazione, di conoscere le profondità dell'animo umano, le pulsioni istintuali, le passioni, le bassezze, e capire come fare per trasformare tutto questo magma in luce.

 

 

Il destino come scelta di piacere e i talenti come indicatori del destino.


Mi guardo bene dal proporre di concepire e individuare la propria missione secondo criteri edonistici. L'unica via per diradare le tenebre attorno a noi, riconoscerci e "essere sempre più noi stessi", secondo l'espressione dei romantici tedeschi, o intraprendere il "processo di individuazione", secondo la terminologia psicanalitica junghiana, è la consapevolezza.
La consapevolezza è l'unico strumento in grado di aiutarci a percepire quello che più ci piace e soprattutto a conciliarlo con le nostre possibilità e i nostri obiettivi di azione. Posso amare visceralmente il calcio ma se non capisco quale è il mio talento principale potrei continuare a ostinarmi a voler fare il terzino quando mi occuperei con molto più successo e soddisfazione di gestire un fan club. La mia predisposizione è un'altra quello che mi piace veramente fare è un'altra cosa, le sfide interiori che devo affrontare e le cose che devo imparare pertengono a un'altra sfera, il meglio di me, per la massima gioia mia e per il massimo beneficio degli altri, lo do altrove. Solo se sono in contatto con me stesso, se sono abituato a sentirmi, a guardarmi con lucidità e a confessare con altrettanta verità a me stesso quello che sento, evito di incorrere in questi malintesi con me stesso che creano deviazioni al corso della mi esistenza e la gravano di percorsi inutili e inutilmente faticosi e frustranti.
Bisogna avere capacità di visione e sensibilità ma anche rispetto per se stessi e coraggio nell'affermare e sostenere le proprie inclinazioni, difenderle dalle influenze esterne o dal discredito e dalla sfiducia che possiamo percepire dentro e fuori di noi. Riconoscere noi stessi e non tradire il nostro modo di essere. Credere in quello che piace a noi, non lasciarsi sopraffare e condizionare dal desiderio più inflazionato all'esterno di noi, nella società, né tanto meno da quello che ci si aspetta da noi…
"Scegli la strada che più ti piace, purché sia in salita." diceva pressappoco André Gide. La vita è una tappa dell'evoluzione personale: bisogna vivere con la massima presenza e intensità le esperienze. Indulgere in pigrizia, passività e autocompiacimenti o, che è lo stesso, in autocompatimenti, produce solo ulteriore sprofondamento nelle sabbie mobili dell'inedia. Da ciò la salita: dare il meglio di sé, lottare e lavorare sodo per ricevere il meglio dalla vita. Ma questo non suggerisce un atteggiamento autopunitivo bensì autovalorizzante, questo vuol dire non sacrificarsi ma realizzarsi, vivere con pienezza. Ciò che mi è richiesto di fare corrisponde né più né meno a ciò che più mi va di fare, a ciò che mi piace. Posso fare bene e con entusiasmo, con la massima convinzione e con il massimo profitto, solo ciò che amo e che mi corrisponde pienamente. Sarà "in salita" perché è giusto che lo faccia con impegno e che mi porti lontano, qualitativamente in alto, per la mia massima soddisfazione e per il massimo beneficio della comunità.
L'alchimia interiore è, come abbiamo detto all'inizio, essere tutt'uno con la propria anima. Chi realizza i propri talenti lo è.
Mentre le attitudini sono le cose che posso fare e posso fare bene, i talenti sono le cose che mi piace fare, che sento consone e mi danno gioia, quelle che voglio fare. In questo modo si individuano con sicurezza e si può iniziare a ritagliarsi spazi ed energie per la loro valorizzazione.
Ognuno ha talenti particolari ed esclusivi: chi sa vendere, chi sa disegnare, chi sa appianare dissidi, chi sa ascoltare le persone… Chi ha un'energia prevalentemente mentale, chi concreta ed è più tagliato per le cose pratiche e materiali, chi affettiva o emotiva. Alcuni di questi talenti, secondo me quasi tutti, possono sfociare in attività lavorative, ma molti destini prevedono come elemento di realizzazione sussidiario, non centrale, il lavoro. Può capitare infatti che la società non sia ancora pronta ad accettare e integrare nei suoi ingranaggi di produzione attività che si pongano per natura al di sopra del livello evolutivo comunitario. Per fare un esempio tra i più concreti e tradizionali, il poeta produce proficui viaggi dell'anima in chi lo legge, ma non gli è concesso uno statuto economico autonomo. Si può anche considerare come alcuni ideali di fratellanza e comunione disinteressata che già iniziano a manifestarsi in questa alba di nuova era siano per loro natura destinati a realizzarsi in forme no-profit. Nel caso non si riesca a realizzare nel lavoro il proprio maggiore talento e desiderio converrà impostare l'attività lavorativa in modo comunque da fare qualcosa di piacevole e di utile per sé e per gli altri, di consono con il proprio temperamento (impaziente o paziente, individualista o collaborativo…) e le proprie inclinazioni.
La carta astrale di nascita può essere interamente letta come la mappa del mio talento o dei miei talenti. Chi sono io? Qual è il mio bagaglio di competenze, abilità innate, peculiarità espressive? In che direzione vado?
Quello che mi dà gioia è il mio talento. Vado, di fatto, nell'unica direzione in cui tutto nella carta astrale, talenti e modalità di espressione, inevitabilmente, sembra convergere!
Riconoscere con se stessi i propri meriti e talenti è il primo passo per indirizzare la propria vita verso l'autorealizzazione: è fonte di autostima, amore per se stessi ed energia per affrontare le sfide della vita con entusiasmo e convinzione. Chi sa di avere un talento o alcuni talenti non potrà fare a meno di dedicàrvicisi, prima con piacere nei momenti di relax, poi con piacere e sempre con più profitto. Ogni persona è unica e insostituibile. Il mondo ha bisogno di lei.
Il talento è una capacità già acquisita, certamente di origine karmica. Ci sono dei punti della carta natale dove le energie convergono con più evidenza o si trovano particolarmente concentrate, dove spiccano attitudini e tendenze naturali. Ad esempio il Medio Cielo, l'Ascendente. Ma altri indizi preziosi sono forniti anche da: l'energia predominante (si vedano gli studi di Volguine o Viterbi); il pianeta con più aspetti; quello con aspetti più stretti; la congiunzione più stretta; i pianeti situati in segno proprio e/o casa che gli corrisponde (ad esempio Mercurio in gemelli e/o in 3 casa).
Queste fonti di ispirazione e naturali predisposizioni, questi pulsanti grovigli energetici, questi caratteri esclusivi, vanno utilizzati e smaltiti, vanno messi in gioco, in opera e a frutto, elaborati in esperienze di vita vissuta. Altrimenti si rischia di esserne risucchiati e trovarsi sbilanciati, smarriti in loro balia, subendo i loro eccessi invece di approfittare del loro potenziale. Si implode e si va inerzialmente e tristemente in combustione e in cenere.
Per raggiungere completezza e armonia interiore non bisogna solo riconoscere il proprio dolore e curarlo (karma) ma anche riconoscere i propri talenti, confessare a se stessi i propri meriti, e valorizzarli (dharma). Riconoscere il proprio potenziale e esserne fieri. Il lavoro non è più fatica quando corrisponde alla messa in atto del nostro vero potenziale. E' gioia, e scaturisce naturalmente dai nostri desideri e dai nostri atti quotidiani. L'energia spesa per fare bene ciò che ci sta a cuore, che sia part time o full time, remunerativo o meno, dà energia e benessere a noi stessi e agli altri.

 

 

 

 

 

Cavalcare il proprio destino


Guida a un'analisi dettagliata degli indicatori astrologici specifici della direzione del nostro destino e dei mezzi per compierlo.


L'astrologia può aiutare a individuare i propri doni e dare suggerimenti su come gestirli, come realizzarli. Tutto nella carta astrale può essere letto in funzione di un'analisi della personalità che sia altrettanto lucida e spietata con le luci che con le ombre. Ci sono dei punti della carta natale dove le energie risaltano con più evidenza o si trovano particolarmente concentrate, dove spiccano attitudini e tendenze naturali. Primi fra tutti il Medio Cielo e l'Ascendente. Ma altri indizi preziosi sono forniti anche da: l'energia predominante (si vedano gli studi di Volguine o Viterbi); il pianeta con più aspetti; quello con aspetti più stretti; la congiunzione più stretta; i pianeti situati in segno proprio e/o casa che gli corrisponde (ad esempio Mercurio in gemelli e/o in 3 casa).

 

 

La direzione del destino


Se gli indicatori dei talenti sono i più vari in quanto sono spie di grumi energetici particolarmente forti e significativi, gli indicatori del destino segnalano specificamente la direzione, il percorso obbligato e nello stesso tempo ricercato: la via dell'anima e della personalità. Rappresentano il modo in cui canalizzo e metto in pratica i doni ricevuti in sorte, evidenziano come, attraverso i talenti, la mia persona si trasforma, in conformità alle leggi naturali implicite nella sua evoluzione.
Gli indicatori specifici della direzione del destino possono essere identificati negli assi:
Nodo Sud - Nodo Nord,
Immum Coeli o Fondo Cielo (IC) - Medium Coeli o Medio Cielo (MC),
Discendente (DS) - Ascendente (AS),
Antivertex (AVX) - Vertex (VX).
Tutti questi, con diverse gradazioni di intensità, possono simbolicamente essere letti come percorsi con un'entrata e un'uscita. Possono essere rappresentati come segmenti che misurano distanze tra un prima e un dopo o tra un dentro e un fuori, cioè distanze temporali oppure spaziali. Costituiscono segmenti direzionati di evoluzione animica e psichica.

Il Nodo Lunare Nord ci parla del destino in modo simbolico, offre l'immagine di come la persona sarà o dovrebbe essere a livello spirituale, si pone come sintesi del suo futuro animico. La traiettoria Sud-Nord è quella di una freccia che va dal vecchio al nuovo, dal già acquisito alla lezione da apprendere e al ruolo simbolico, alla modalità umana da incarnare. Il Nodo Sud è la porta sul passato karmico, la voragine su ciò che eravamo e da cui in questa vita dobbiamo uscire per riscattarci, per incarnare un diverso copione, senza ricadere nelle negatività passate ma anzi utilizzando le esperienze karmiche come un bagaglio di vita e di conoscenza. Il Nodo Sud chiarifica e specifica la lettura e la comprensione del Nodo Nord, del progetto da realizzare, in quanto si pone rispetto ad esso come il negativo della stessa fotografia, l'opposto speculare, affine e contrario e soprattutto in rapporto di continuità evolutiva con il suo gemello posto a Nord.
Per esempio, per Marilena, nome fittizio per una mia cliente, si tratta di andare dalla schiavitù alla libertà (sud: VII , nord: I casa), dall'abbrutimento della dipendenza passiva dall'altro (in VII, congiunto a Saturno in Cancro) all'autosufficienza e autoaffermazione, all'autorità e alla libertà (nord in I casa a cavallo tra Sagittario e Capricorno), all'essere rappresentante e promotore di libertà (consideranto anche il MC congiunto a grado zero a Urano).

Un asse che si può considerare simbolicamente riferirsi sia allo spazio sia al tempo è quello dell' IC-MC. La lettura che se ne fa di solito non è karmica, come quella dell'asse dei Nodi, e si sviluppa all'interno delle personali stratificazioni psichiche della nostra personalità attuale. E' un asse che percorre e attraversa la stratificazione interiore-esteriore, intersecando le cuspidi delle case IV (la sfera intima e domestica) e X (la sfera pubblica). Si può considerare un "prima " e un "poi" nell'ottica del dentro e fuori o meglio di come il dentro sia l'humus di base, il crogiolo psichico, il carburante e la spinta profonda e magmatica che inevitabilmente produce il fuori. I pianeti all'IC sono funzionali all'espressione del MC e dalla realizzazione della sfera intima dipende e consegue la realizzazione di quella pubblica. Si può considerare un asse spaziale in quanto le forze che si trovano all'IC occupano il luogo dell'introversione, vibrano all'interno della cassa di risonanza, all'interno del ventre dello strumento umano, e non compaiono quasi mai all'esterno. Ciò che si porta all'esterno è la punta della lancia della personalità, la veste che si sceglie di incarnare, il vessillo che ci rappresenta nel mondo. Le vicende della quarta casa sono vizi, virtù, problemi personali. La quarta casa è la casa del cancro e individua un settore analogo a quello rappresentato dalla posizione e dagli aspetti del pianeta Luna: si tratta di questioni fondamentali per il nostro benessere e serenità interiore, urgentissime da risolvere perché in grado di compromettere qualsiasi sviluppo futuro o di dare la giusta forza alla nostra creatività, al nostro futuro ruolo pubblico. Lo spazio della casa X ospita le modalità e gli strumenti visibili che noi utilizzeremo nel nostro rapporto col mondo e con gli altri, mentre le forze in quarta casa o in relazione o in aspetto coll'IC sono le spinte occulte che ci sostengono e che dirigono dal profondo la nostra azione. Nel caso dell'asse IC-MC, la direzione del destino, come per i nodi lunari, va dal passato al futuro e dal dentro al fuori. Il MC rappresenta l'evidenza, come la persona si porrà o già si pone manifestamente nei confronti del mondo, l'ideale concettuale in cui ci si identifica e che si sceglie di incarnare.
Per citare alcuni esempi: La carta di Nostradamus, oltre ad avere particolarità molto spiccate e interessanti, tra cui, nel contesto del MC, un Sole congiunto a grado e decimi zero (!) al punto più esposto e in luce dello zodiaco, il MC, in Capricorno, a indicare una consapevole e integrale assunzione del proprio destino al momento dell'incarnazione sulla Terra, presenta anche in casa IV ben tre pianeti (Giove, Saturno, Marte), tutti e tre retrogradi, a indicare la spinta propulsiva all'azione tanto forte quanto interiorizzata e volta alla sublimazione, disposta anche al sacrificio, pur di assolvere all'ideale supremo a cui i pianeti sottendono.
Nella carta astrale di Marilena, un Marte potenziato nel suo domicilio in Ariete e retrogrado, in opposizione netta al MC, scarica le energie della carta sulle istanze creative (MC congiunto a Urano) che rende iperattive, frementi e impazienti. La tensione che parte dal profondo sorretta dal fuoco di un tale Marte si sprigiona nell'azione in avanscoperta del pianeta Urano, suggellata dai buoni auspici dell'asteroide Zeus, congiunto anch'esso nettamente al MC, che sottolinea lo slancio poiettivo, incondizionato e incoercibile verso l'ideale uraniano.
Una mia conoscente, che chiamerò Patrizia, massaggiatrice ayurvedica di grande talento, presenta MC in Pesci, opposto a Plutone retrogrado congiunto a Lilith in casa IV. Prima di potersi proficuamente impiegare al servizio degli altri ha dovuto, poco dopo i vent'anni (i dati biografici confermano il metodo di datazione Huber) affrontare una vertiginosa e laboriosa discesa nei propri inferi e solo grazie alla ricchezza umana derivata da questa laboriosa e dolorosa trasformazione interiore psico-fisica, ricapitolazione e ristrutturazione della propria interiorità, può ora dedicarsi felicemente alla cura degli altri.

Più esclusivamente "spaziali" mi sembrano invece l'asse DS-AS e l'asse AVX-VX che Renzo Baldini ha definito anche, con una delle sue immagini più felici e illuminanti, "l'ascendente dell'anima".
Il Nodo Nord, come abbiamo visto all'inizio del paragrafo, mostra il luogo dell'anima, il ruolo spirituale verso il quale ci si sta dirigendo. Il MC indica quale è l'ideale mentale e concettuale che noi prediligiamo e aspiriamo rappresentare, spinti da un flusso emotivo e ideologico incoercibile: ci consacreremo al "Dio Urano" (MC in acquario o in aspetto stretto con Urano) o rientreremo piuttosto nell'accolita dei Nettuniani, oppure dei Saturnini…? Quale è la nostra scelta? In quale religione interiore, in quale impostazione di vita ci riconosciamo?
L'Ascendente invece è il luogo materiale dove agiremo nel mondo, il modo fisico, contingente in cui ci muoveremo, il luogo materiale e le vicende di vita in cui si svolgerà la battaglia quotidiana dell'esistenza. E' la modalità concreta del mio essere che vivrò bene, in modo costruttivo, prospero e gioioso, se mi trovo in armonia col mio progetto evolutivo, oppure che coinciderà con una serie di ostacoli e di prove che mi costringeranno a riconoscermi e a prendere coscienza di quello che veramente sono e di come voglio esprimermi. L'AS e la prima casa costituiscono le tappe della vita o le lezioni obbligate che la vita periodicamente ci impone. Il DS rappresenta metaforicamente quello che mi sono lasciato indietro, temporalmente ma soprattutto "spazialmente", vivendo intento a elaborare le esperienze inscritte nell'AS: rappresenta ciò che mi circonda, il mondo fuori di me e, di conseguenza, come il mondo risponde all'azione che porto avanti all'AS. L'aspetto di opposizione del DS, a differenza di quello dell'IC e del Nodo Sud non si colloca in rapporto sequenziale e di causa-effetto con l'estremo dello stesso asse. Risponde più semplicemente e schiettamente ai valori dell'opposizione che sono di tensione e complementarietà, carattere analogo e speculare a quello della congiunzione. Il discendente è ciò che nel mondo troviamo, che da una parte è ciò con cui dobbiamo avere a che fare e con il quale il nostro ascendente si misura, dall'altra è conseguenza stessa del nostro comportamento, il boomerang che parte dall'atteggiamento dell'ascendente. E' ciò che ci circonda e di cui noi stessi risentiamo e che influenza e connota la nostra azione.

Per analizzare la modalità di Ascendente e Nodo Lunare si possono osservare l'ambito sociale di attivazione (la casa), il carattere principale (il segno) e il carattere accessorio (gli aspetti): in questo modo se ne destruttura e ricompone l'identità. Per l'ascendente, in particolare, il segno rappresenta la scelta obbligata, assoluta, il luogo dove si lavora per adempiere al proprio destino, al compito della vita, mentre gli aspetti sono il come, gli apporti energetici diversi che contribuiscono alla realizzazione dell'opera. Il carattere del MC si configura come il mosaico di tutte le coloriture energetiche che vi convergono, che siano segni o pianeti.

L'asse AVX-VX individua la modalità e la direzione dello spirito, inteso come inconscio, nucleo primitivo, intimo e originario della personalità. Il Vertex è la spinta profonda e radicale, la motivazione autentica, la causa prima e il fine ultimo dell'azione. Quale esigenza interiore mi spinge ad essere quello che mi sto apprestando a diventare percorrendo le direzioni indicate dall'AS, dal Nodo Lunare, dal MC? Si tratta dell'esigenza di esprimere e realizzare la mia intima identità (rappresentata dal VX), la visione che io ho di me stesso, l'esigenza di essere riconosciuto dal mondo come io mi conosco e sento di essere, l'esigenza di essere veramente e di potermi a pieno diritto sentire come io mi sento. Fino a che io non mi sentirò il mio Vertex non sarò veramente io. Quando la mia immagine esteriore coinciderà con quella interiore sarò felice. Il VX si può leggere come una sorta di verifica del cammino. E' il punto di partenza, il cuore più profondo del mio essere, e il punto di arrivo obbligato. Il VX è la parte più segreta e spesso insospettabile della personalità: è un punto di osservazione privato che permette una coscienza lucida dei propri bisogni e carenze, permette di capire le proprie frustrazioni e di scegliere le modalità operative più efficaci per risolverle. Gli aspetti disarmonici che opprimono e offendono la Luna rappresentano ferite da guarire e rielaborare se si vuole uscire felicemente e proficuamente dalla sfera intima, se si vuole avere la forza di andare serenamente per il mondo. Gli aspetti disarmonici al VX indicano invece quanto sia cruciale per la nostra realizzazione un certo tipo di lavoro: sono richiami, sollecitazioni, suggerimenti di modalità tecniche di azione. Non mostrano fragilità emotive, ma esigenze. Viene offerta in questo modo l'immagine dei compiti (aspetti disarmonici) come delle virtù (aspetti armonici), di ciò che si dà al mondo o si crea con impegno e fatica, e di ciò che si riceve, come dono o ispirazione, dal cielo e dalle profondità dell'anima. Il VX si può definire "ascendente dell'anima" in quanto, secondo i calcoli di Baldini, è l'Ascendente che noi avremmo se il nostro Fondo Cielo fosse il nostro Medio Cielo, la proiezione dell'AS al di là dell'asse longitudinale MC-IC: l'Ascendente che noi avremmo se considerassimo come punto più in luce e in esposizione, il punto focale e centrale della carta, le nostre profondità interiori. Il VX è quindi la direzione obbligata della nostra interiorità. Mentre l'AS è il percorso obbligato della persona fisica, il VX è il presupposto obbligato alla nostra autentica realizzazione e il luogo dove ci condurrà la nostra ricerca di felicità che corrisponde alla fonte originaria di noi stessi e della nostra identità. A differenza dell'AS però il VX non è una tappa futura del nostro viaggio, ma è piuttosto un richiamo, un ammonimento, un'esigenza che, seppur impellente, non verrà automaticamente assolta dalle vicende della vita. Il percorso indicato dal VX non si identifica con l'inevitabile e scontato cammino dell'ascendente: condurre l'anima, attraverso le vicende terrene dell'ascendente, a realizzare se stessa e identificarsi col VX richiede consapevolezza e impegno.
L'AVX mi sembra, come e più del DS, partecipare alle dinamiche del suo opposto in modo complementare. Da una parte l'opposizione indica una tensione da armonizzare, una dinamica che deve rimanere in equilibrio per potere esprimere con più pienezza e frutto se stessi (ad esempio un'opposizione VX in Leone - Giove in Acquario ribadisce l'importanza del rapporto io-tu in senso allargato, del servizio come fine ultimo e unica condizione del "brillare" leonino). Dall'altra il pianeta in opposizione colora con le proprie sfumature la personalità del VX e la sua energia arriva in modo tanto potente e stimolante in quanto giunge attraverso un aspetto disarmonico (il VX in questo caso si avvale dell'impulso creativo, umanitario ed espansivo di Giove). L'AVX viene così a porsi sia come tutt'uno col VX, sia come risposta al VX stesso. Nel caso citato il Giove introiettato sarà un'ulteriore spinta all'ambizione e all'ampiezza di vedute e non potrà fare a meno di produrre opere abbondanti e rigogliose che si mostreranno materialmente nel settore dell'AVX. Inteso con valori di "discendente" l'AVX gioviano si può leggere come la conseguenza della creatività che è emanazione spontanea della personalità leonina: l'interiorità e il mondo circostante saranno luoghi fertili di frutti. L'asse AVX-VX è un indicatore del destino ma non presenta un particolare rapporto dinamico tra i suoi estremi, non vi è tra di essi un antagonismo né temporale (Nodi, IC-MC) né spaziale (IC-MC, DS-AS). La direzione del destino si manifesta in questo ultimo caso non tanto come tensione tra un dentro e un fuori o tra un prima e un dopo quanto come una caratterizzazione a macchia d'olio che ha il suo centro nel punto del VX e alcune delle sue ultime propaggini e sfumature nell'AVX. Non c'è proiezione da dentro a fuori, né tra prima e dopo: l'AVX è tanto segreto, interiore e profondo quanto lo è la verità del VX.

 

 

I mezzi del destino


I mezzi del destino sono le diverse componenti della personalità, le strategie contingenti e materiali di cui l'anima si serve per realizzarsi sulla dimensione terrena. Sono tutti i pianeti della personalità più i pianeti del karma, che abbiamo considerato in precedenza. Insieme essi determinano l'identità psicologica e psicosomatica che caratterizza sulla Terra l'espressione dell'anima.
Per una disamina approfondita e il più completa e sfaccettata possibile si consiglia di tenere conto non solo della posizione degli aspetti ma anche delle antisce (la proiezione del pianeta al di là dell'asse orizzontale est-ovest, l' "ombra" del pianeta, una visione in negativo fotografico e nello stesso tempo in prospettiva, quasi una sorta di ascendente del pianeta stesso), e dei nodi lunari planetari (che indicano la via di avoluzione e realizzazione dell'energia del pianeta).
Tra i pianeti della personalità, il Sole ha un ruolo predominante. Se il mito, la leggenda personale, è indicato dai punti più esposti della carta, che affiorano come iceberg dal mare e ostentano la loro evidenza: AS, MC, VX e Nodo Lunare Nord; il Sole è il modo in cui il mito mi entra negli occhi e vivifica la mia carne, il modo in cui il mito si traduce nel linguaggio della mia persona, l'impostazione emotiva del mio percorso. Chi nasce col Sole in Scorpione dovrà fare opere di trasformazione, improntare le sue attività a processi di rigenerazione psichica: tutto quello che farà avrà questo fine e questa modalità e potrà essere letto sotto questa luce. Chi nasce in Gemelli sarà un comunicatore e vivrà all'interno di una modalità di percezione e azione "aria", più mentale che emotiva, tendenzialmente più curiosa ed eclettica che introspettiva. Ognuno non potrà evitare, nella propria attività, di avere a che fare con l'impostazione fondamentale del suo essere. Il Sole, illuminando quel grado dello zodiaco colloca la persona in un determinato contesto e ne individua l'identità primaria, l'identità maschile che agisce e opera nel mondo.
La Luna, luminare di pari grado e importanza in astrologia, individua invece il nocciolo della parte femminile della personalità, la sfera emotiva, il modo di sentire e di sentirsi. Mentre il Sole è ciò che noi siamo in rapporto con l'esterno, la Luna indica qualità e tipologia dei lavori da compiersi a livello interiore. Se il Sole in Scorpione fonda l'attività sul concetto di trasformazione, la Luna in Scorpione impone prima di ogni altra cosa di convergere la propensione trasformativa su se stessi, di essere noi la prima cavia e la testimonianza vivente di come si possa morire e sempre rinascere rinnovati. La Luna rappresenta il punto più critico e delicato della carta natale, il primo e fondamentale guardiano della soglia del possibile benessere, della realizzazione e del raggiungimento della felicità. Dovunque si voglia arrivare si deve prima passare attraverso noi stessi e uscire indenni dalle prove che ci faranno crescere e ci permetteranno di abbandonare il nido. Per affrontare il mondo con serenità dobbiamo creare la serenità dentro di noi, liberarci da demoni e fantasmi, da paure, fragilità, ferite… Il mancato superamento delle sfide che ci sottopongono le sofferenze, le carenze, le oppressioni interiori compromette qualsiasi possibilità di crearci una vita soddisfacente a nostra immagine e somiglianza. Le caratteristiche e gli aspetti disarmonici e stridenti della Luna devono essere trasformati da ferite in stimoli perpetui all'azione del Sole e delle forze maschili attive e fattuali. La Luna, in quanto "mezzo del destino", cioé modalità espressiva della personalità, rivela le ragioni emotive radicate alla base delle nostre scelte comportamentali, le spinte profonde con le quali si identifica gran parte della nostra azione nel mondo. E' "espressione" certo, ma espressione che rimane confinata alla sfera intima, espressione a livello interiore di istanze emotive profonde. Come il VX anche la Luna rappresenta l'indirizzo primario, che non sente ragione, ma mentre il VX si pone come modello, archetipo da raggiungere e in cui identificarsi, la Luna è il geroglifico della nostra emotività, della nostra struttura femminile e interiore, il modo spontaneo di esprimersi e vibrare del nostro sentire. Quindi più che indicatore di direzione, come il VX, è punto di partenza, origine e parte costituente e integrante di noi.
Inoltre il travaglio interiore a cui la Luna ci sottopone, se gestito con consapevolezza, diviene un'occasione di conoscenza, di arricchimento interiore, di espansione degli orizzonti ed esplorazione del profondo. La Luna è un pozzo di percettività, di ascolto empatico ed eventualmente anche medianico, e completa il quadro della personalità con doti squisitamente femminili, canali di ascolto intuitivo e quasi inconscio rivolti direttamente alle profondità segrete nostre e, eventualmente, altrui. La Luna fornisce la prima, rudimentale sensazione e indicazione riguardo la propria identità e i propri bisogni, a come creare la pace dentro di sé, come realizzare una prima, fondamentale alchimia interiore. La Luna è l'anima tradotta a livello della personalità, la porzione della personalità che più si può rapportare ad essa, il primo baluardo dell'anima, la prima visita obbligata ai misteri dell'inconscio. Come il VX, funge da organo di senso, da verifica del cammino: segnala a livello istintivo e immediato se stiamo rispettando le nostre esigenze interiori o tradendole.
Considerato nella funzione di "mezzo del destino", ritengo il carattere di Venere piuttosto accessorio e ausiliario. Venere, per gli uomini come per le donne, è la spia del modo di amare e delle preferenze a livello di gusti. Rappresenta i gusti, non gli ideali, la scelta della forma estetica, non del contenuto della propria vita. Individua una modalità molto quotidiana, pragmatica, quasi aneddotica: le inclinazioni e preferenze che improntano la sfera personale e sociale. Il carattere di Venere è interessante solo se il pianeta è associato a indicatori del destino o a pianeti della personalità che indichino modelli espressivi più sostanziosi ed evidenti (Sole, Marte, Giove, Luna); altrimenti l'influenza di Venere pertiene esclusivamente alla sfera intima e relazionale. Il carattere di Venere, di per sé, non individua né connota il destino di una persona né il cammino verso la sua realizzazione.
Se l'ambito di Venere è affine e complementare a quello della Luna (Venere: sentimento; Luna: emotività; Venere: esternazione del sentimento; Luna: sentire interiorizzato) l'ambito di Marte, in associazione col Sole, completa la modalità maschile di espressione della personalità. Mentre la modalità femminile è ricezione e ascolto, quella maschile è prettamente azione e affermazione. Marte è il modo che si ha di farsi strada nel mondo, la qualità del passo che si adopera lungo il proprio cammino. Conviene analizzarlo e conoscerlo bene per smussarne gli eccessi sempre e comunque lesivi o ridimensionarne le debolezze, e per inserirci con fluidità e profitto nella nostra dinamica naturale di movimento.
A questo punto, per permettere all'organismo energetico costituito dalle diverse forze in azione di essere in armonia, di lavorare al meglio, con agio e profitto, al servizio dell'anima e del destino, occorre accertarsi che le sue componenti siano in equilibrio. Le singole parti non solo devono essere di per sé rispettate e valorizzate, ma devono agire in perfetta sinergia, bilanciamento e in rapporto di complementarietà. Nell'essere umano la parte maschile deve essere in armonia con quella femminile. La creatività è data solo in presenza di entrambe queste energie: la Terra e il seme che la feconda; il sentimento (l'acqua) e l'idea (l'aria) che lo anima e dirige o la passione (fuoco) che lo convoglia in azione. Le energie femminili sono di nutrimento, quelle maschili di spinta ed esteriorizzazione. Non esiste organismo che si regga dimezzato, che sia autosufficiente e proficuamente creativo mancando di una delle due parti. Lo squilibrio porta a malessere e spreco di energie. Lo squilibrio deve essere "dinamico" cioè continuamente tendente all'equilibrio, devoto all'ideale di completezza ed alchimia interiore.
In questo contesto può essere utile considerare anche il carattere di Venere, per avere il quadro completo delle esigenze della personalità, per rispettare il più possibile l'intera gamma dei nostri bisogni. Si possono osservare gli aspetti che mettono in relazione Luna, Venere, Medio Punto Venere-Luna, antisce e nodi planetari dei due pianeti della personalità, con i pianeti maschili o gli indicatori di destino e rendersi conto di quanto le due polarità siano per loro natura in armonia o quanto sia invece necessario un lavoro, più o meno delicato o sofferto, di conciliazione di istanze apparentemente in disaccordo.

 

 

Il libero arbitrio come via all'autorealizzazione


Il libero arbitrio corrisponde alla volontà mossa, o meno, alla ricerca del bene. La direzione del nostro destino è data. Passeremo lo stesso attraverso le prove iniziatiche dell'AS, subiremo consciamente o inconsciamente le pressioni del VX, ci identificheremo col MC e procederemo lungo la traiettoria simbolica del Nodo Lunare. Possiamo accelerare i tempi, ottimizzare le energie, appianare gli ostacoli interiori e quindi le loro proiezioni nel mondo esteriore, sgretolare blocchi e autolimitazioni, guarire le nostre ferite. Possiamo volere lavorare sodo, in nome di noi stessi e del nostro bene (e di conseguenza in nome del Bene Supremo per la collettività che non può che giovarsi di una nuova perfetta tessera al suo mosaico). Oppure siamo liberi di farci dominare dalla pigrizia e dalla sfiducia, di mantenere lo sguardo corto e non osare desiderare il meglio per noi, quello che veramente ci corrisponde e ci emoziona. Il libero arbitrio serve a renderci conto del nostro cammino e della nostra identità e a scegliere l'opzione di non perdere tempo e procedere, ogni giorno, nel modo migliore, prendendoci cura di noi stessi e del prossimo. Se scegliamo di ascoltare e rispettare i nostri bisogni e desideri e di adoperarci per fare scendere e incarnare il progetto della nostra anima sulla Terra, ci inseriremo naturalmente nel ciclo dell'energia cosmica e otterremo ciò che di meglio la vita può riservarci.
Il prenderci cura di noi inizia a partire dalla Luna, il pianeta più vicino alla Terra che sembra fare da sbarramento, da dogana alla nostra crescita ed espansione. Finché non esploriamo e ricostruiamo la nostra interiorità non potremo andare oltre. Osservarsi con lucidità, riconoscersi, accettarsi e amarsi, richiede coraggio ma porta libertà creativa illimitata, la libertà, la forza e il gusto di creare se stessi. Lo scotto della mancata elaborazione delle proprie ferite è una situazione di stallo che oscilla tra sofferenza, disagio e profonda frustrazione.
Un'altra mia cliente che ha da poco superato i quarant'anni può costituire un esempio di mancata realizzazione del destino. E' difficile dire dal di fuori in termini concreti e precisi quale sia il suo destino, ma per chi la conosce e conosce la sua carta astrale è evidente che questa persona non riesce a uscire dalla prigione della sua Luna e che non soddisfa le esigenze del MC, né del VX, né del Nodo Lunare. Il MC è in Leone in congiunzione netta con Urano e il Nodo Lunare è congiunto a Plutone in X casa, eppure la personalità non è affatto forte, autorevole e indipendente e le spinte del MC si manifestano esclusivamente in hobbies molto trascurati e stress e aggressività sul lavoro. Questa persona non riesce ad esprimere la sua parte maschile, creativa, autonoma e fortemente affermativa perché dentro e fuori di sé non ha risolto il conflitto tra femminile e maschile e si sente perennemente una donna non amata, non stimata, schiacciata da un maschile oppressivo e mortificante quanto assente e scostante. Non riesce a uscire dalla condizione in cui crebbe da bambina e ritrova inesorabilmente le stesse umiliazioni a cui la sottopose il padre in tutti gli uomini a cui le capita di legarsi. Non riesce a liberarsi del proprio passato né a rompere l'incantesimo che ancora attanaglia il presente. La sua Luna in VII è quadrata a Urano retrogrado al MC e al Sole in IV. Il VX è sestile a Venere e a Urano. Ma lei non riesce a incarnare l'assertività, né l'autosufficienza e l'ideale di libertà uraniano, né tantomeno applicarlo al contesto dei sentimenti. Quando avrà integrato e trasceso le sue parti dissonanti avrà imparato a rispettarsi e amarsi e allora finalmente esigerà rispetto e amore dal suo prossimo. Fino a quando non esigerà la fiducia e la libertà che merita e che le è propria, proietterà all'esterno i valori maschili che dovrebbe lei stessa abbracciare e subirà le pressioni di uomini che mortificheranno e schiacceranno la sua personalità. Fino a che non si vorrà fare carico del suo autentico disagio continuerà anche a credere nell'illusione di esserne innamorata.
Ovviamente lo scoglio della Luna è in grado di incagliare o arrestare anche personalità maschili. La Luna rappresenta il primo e sostanziale incontro col karma, sintetizza in sé gran parte delle problematiche che la presente incarnazione deve affrontare per essere felice, il passato karmico più prossimo e urgente da affrontare che si è riprodotto e manifestato nell'infanzia. Rappresenta l'origine, l'infanzia e la madre in quanto protagonista dei nostri primi anni e poi il rapporto con la donna (per gli uomini) e il femminile introiettato dentro di sé in quanto conseguenza del rapporto con la madre, l'imprinting del femminile per ogni bambino. Rappresenta il nostro "bambino interiore" e il rapporto che intratteniamo con lui, la nostra capacità di amarci e prenderci cura di noi, trovare riparo e profitto dalle diverse tensioni e stimolazioni che si intrecciano tessendo il nostro sentire. Rappresenta i presupposti inconsci dell'immagine che abbiamo di noi e del mondo, della nostra emotività e delle nostre inclinazioni umorali. E' centro di nodi cruciali dell'esistenza che, se non risolti e superati, sono in grado di destabilizzare qualsiasi processo formativo.
Il libero arbitrio come capacità di scegliere, di intendere e di volere, di discernere e desiderare, è l'energia peculiare dell'essere umano e sua straordinaria risorsa. Permette di porsi nella ferma intenzione di armonizzare la personalità e superarne i limiti.

 

 

Oltre la personalità


Le forze rappresentate dai pianeti della personalità, Sole, Luna, Venere, Marte, Mercurio, Giove e Saturno, sono le prime con cui si ha a che fare nel proprio processo di crescita, sono le energie da sempre protagoniste delle nostre storie, a partire dalla mitologia greca, rappresentate da pianeti noti fin dall'antichità, visibili a occhio nudo, che portano i loro riverberi direttamente sulle faccende terrene.
In questo passaggio di era (da Rudyiar in poi) la prospettiva, la volontà e la capacità di visione si stanno ampliando e l'attenzione si sta sempre più concentrando su pianeti e indicatori del karma - per uno studio della persona che si sviluppi, all'indietro, oltre i confini cronologici della personalità attuale, oltre il tempo e lo spazio, e sugli indicatori del destino o del dharma - per uno studio della persona che trascenda e superi la psicologia considerando i meccanismi evolutivi e le infinite possibilità di crescita ed espansione. I parametri del cosmo osservato in astrologia si solo ampliati, la mente e l'intuizione si inoltrano oltre ciò che ci è più prossimo e lampante. Dai pianeti della personalità si passa a quelli del karma, la cui orbita li include, che sembrano minori, invece sono semplicemente più distanti e richiedono una abilità "visiva" più sottile che vada oltre il comunemente tangibile e percepibile. Siamo più grandi della nostra personalità. Abbracciamo ellissi planetarie maggiori e ci riconosciamo in esse. Se vogliamo, possiamo metterci anche in contatto con il cosmo che ci aspetta, lì fuori, al di là del sistema di riferimenti e di energie del sistema solare che ci corrisponde, possiamo avvertire le influenze delle stelle fisse…
Si sta sempre più enfatizzando l'importanza di una realizzazione personale che comprenda anche il livello spirituale e non solo il ripiegamento asfittico e autoreferenziale sulle problematiche della personalità. Le nostre problematiche non fanno che indurci a un atteggiamento di chiusura e autoprotezione, di difesa. Il non sentirci abbastanza amati e al sicuro ci rende orgogliosi e ostici, ci costringe a bruciare gran parte delle nostre energie nella vana e sciocca attività di tenere alto il vessillo del nostro piccolo, incerto, io. Oltre i limiti e i disagi del nostro io, oltre la sua fame d'amore che si traduce in egocentrismo ed egoismo, oltre l'ostinazione a proteggersi e la protervia di imporsi, c'è la libertà di essere, c'è la scelta di essere liberi e di essere felici. Essere se stessi, in armonia con se stessi e con gli altri.
Si armonizza la personalità essendo quello che si è, sforzandosi di esserlo al meglio, accontentando le esigenze dei diversi pianeti con equilibrio, sperimentando appieno gli imput di ciascuno. Si sciolgono i potenziali bloccati (i retrogradi e/o le quadrature, soprattutto quelle con Saturno o Plutone, i signori del karma, che pongono le sfide più antiche, ardue e impegnative) e si ceca di investire in modo proficuo l'energia così liberata. Ci si esplora per conoscersi. Si segue se stessi e si vede dove si va. Ci si conosce e a poco a poco ci si mette sul cammino del destino. Questo avverrà quando ci si chiederà che cosa ci piace, che cosa vogliamo fare. Molti non se lo chiedono mai, per tutta la vita. Se ci si osserva quando si sta vivendo in modo disarmonico e si considerano tutti i nostri costituenti psichici non sarà difficile riconoscere quali sono i punti in disarmonia.
Individuati questi, si lavora, ci si prende cura di sé, con qualsiasi strumento evolutivo ci risulti affine, per crescere ed essere più grandi del nostro passato, essere ormai oltre le ferite della personalità e i limiti che ci impongono. Lavorare sulla consapevolezza, sulla nitidezza di visione, sull'amore e sull'ascolto di sé, sulla sintonizzazione con i propri bisogni interiori, sull'integrazione e armonizzazione è fondamentale. Questo è il processo che innesca la creazione di se stessi a propria immagine e somiglianza. Solo chi si sente a suo agio nel proprio corpo e nella propria personalità può sporgersi oltre, guardare e creare oltre, consacrandosi con gioia e spontaneità alla realizzazione dei dettami della sua anima, all'identificazione con la propria anima.
Oltre la personalità si parla di amore: fare le cose, qualsiasi cosa con amore, devozione, con e per il piacere di farlo. Amore per se stessi, per ciò che stiamo vivendo e facendo, per la verità del proprio destino, e per la verità insita in ogni creatura, amore gli altri. Bisogna essere abbastanza "guariti da noi stessi" da avere tanto amore a disposizione da potere amministrare, essere abbastanza guariti dalle nostre ferite per scordarcene, uscire dalla gabbia dell'autoreferenzialità e porsi agli altri con cuore aperto e disponibile.
L'amore è la motivazione a fare qualcosa di buono, giusto e utile per la comunità, a realizzare ed esprimere se stessi e mettere a frutto talenti e missione.

 

 

Ulteriori indicatori del destino


Le mistiche e le discipline esoteriche di ogni tempo e tradizione culturale si sono occupate del livello dell'anima, il livello energetico della nostra persona che abbraccia e sovrasta la mera personalità e le contingenze della presente incarnazione. Gli studi cabalistici (mistica ebraica, la cui origine si perde all'alba dell'era semita e che probabilmente è la diretta prosecuzione dei culti misterici egiziani di cui Mosé era iniziato…) offrono delle chiavi di lettura particolarmente chiare e sistematiche. Esistono nella sfera energetico-spirituale superiore e contigua alla nostra delle forze invisibili composte di materia astrale dette (con un lemma posteriore e posticcio, di origine greca, risalente alle traduzioni in greco della Bibbia a uso della civiltà cristiana) "angeli". Sono 72 e sono disposti lungo tutta l'ellissi zodiacale, ognuno coprendo un arco di cinque gradi, a partire dai primi gradi dell'Ariete che ospitano la reggenza del primo angelo della prima schiera, quella dei Serafini. Ognuna di queste entità di luce, di queste tipologie di energia luminosa, regge inoltre alcuni giorni e alcune fasce orarie, e alcuni gradi isolati dello zodiaco.
La tradizione attribuisce ad ogni persona tre "angeli custodi" (con terminologia posteriore, di origine latina ed ecclesiale): uno preposto al corpo fisico, uno preposto al corpo astrale, uno altro al corpo mentale. Il primo è colui che regge il lasso di gradi zodiacali in cui è situato il Sole, il secondo regge il giorno di nascita e il terzo il lasso di 20 minuti in cui si è venuti al mondo. Essi in realtà non sono suggeritori o ispiratori, né tantomeno, "protettori" e guardiani: sono essenzialmente degli specchi.
Sono parti di noi, del nostro Sé superiore: il loro carattere, le loro attitudini e particolarità sono le nostre, relativamente ai settori fisico (esperienze di vita concreta), astrale (sfera emotivo-sentimentale) e mentale (intelligenza razionale, intuitiva e spirituale). Sono una sorta di nostri organi a livello astrale, sono le sfere elevate della nostra persona estesa a comprendere i mondi sottili. Sono le nostre guide interiori, i semi e gli indici del nostro destino, del nostro ruolo nel mondo, il destino superiore che trascende debolezze e difficoltà quotidiane, rappresentano la tipologia energetica che aspetta di canalizzarsi nella materia.
Al di là dei pianeti della personalità, visibili a occhi nudo, e dei minuscoli ma potenti pianeti del karma, si estendono queste forze che indicano anch'esse parti di noi in cui riconoscerci, da capire e da cui lasciarsi guidare.
L'angelo del corpo fisico mostra il quadro del "fare", il contesto, la modalità esteriore del mio operare. Nel mio caso, ad esempio, si tratta di Michael (48), la cui lettura simbolica delle lettere ebraiche antiche che compongono il nome indica l' integrazione Maschile Femminile come porta verso la creatività e lo slancio di esplorazione spirituale. L'ambito concettuale è vasto e passibile di infiniti approfondimenti e studi (e una lettura sintetica e superficiale non gli rende onore) ma l'esortazione è chiara: gli strumenti della fucina ideale sono dati. Ovviamente la disamina del significato del nome e della qualità della forza angelica, per ogni forza angelica, si può e si deve approfondire per mettere sempre più a fuoco il quadro, per dare chiarezza, luce, completezza ed energia al nostro io superiore che in questa forza si identifica e si riconosce, per svelare, a poco a poco, il sottile mistero della parte spirituale, ultra-psichica che ci compone. Nella fattispecie, l'angelo del corpo fisico rappresenta come in pratica la mostra missione e il nostro Sé superiore si realizzano.
L'ispirazione che animerà le nostre azioni è riflessa nei caratteri dell'angelo del corpo energetico astrale e in quelli dell'angelo del corpo mentale. Il primo rappresenta la qualità del desiderio che anima e forgia la direzione del cammino e sostiene tutto il nostro essere, che cosa voglio ardentemente da me e in chi mi riconosco. Quale è la mia capacità di espansione a livello di cuore, l'ampiezza del mio respiro. L'angelo del corpo mentale riflette l'ampiezza del pensiero, la capacità di espansione del pensiero, in che direzioni e fino a dove si spinge, con quali aspirazioni e attitudini e quali innate capacità.
La direzione del destino è data da tutti e tre, in sinergia. Quello che realizzo è rappresentato dall'angelo del corpo fisico, la forza essenziale e più significativa in cui riconoscersi. La sostanza, il pensiero che anima e forgia la materia che realizzo, ciò che impronta il contenuto e struttura la creatività, è rivelato dall'angelo del corpo mentale. La qualità della tensione espressiva e gli ambiti della creatività sono inscritti nel carattere dell'angelo del corpo astrale. L'astrale è come un treno merci che trasporta i frutti del mentale e passa per le stazioni segnalate dal fisico.
L'opera alchemica di esternazione del proprio destino ha il contenuto della forza angelica del corpo mentale, la modalità e l'azione di quella del corpo astrale e il luogo di esecuzione indicato dall'angelo del corpo fisico.

© 2004 Silvia Pedri

 

 

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