Sull’Arte ContemporaneaL’opera d’arte inizia a dissolversi quando Nietzsche a Torino, ormai pazzo, abbracciando un cavallo, sancisce la morte di Dio; quando non c’è più alcun Dio a cui fare riferimento le opere d’arte vivono in una contingenza che è quella della quotidianità, prive di spiritualità. Occorre un pensiero assoluto, anche ateo, perché possa esistere un’opera d’arte arte assoluta. (…) Il vero artista è in competizione con Dio. La natura creata da Dio si esprime in forme meravigliose, sorprendenti, e l’artista crea una seconda natura, che ha leggi e forme completamente nuove. L’artista è una seconda natura; la vera trasgressione è solo nell’opposizione alla Natura. La natura ha dato tutte le forme possibili ma ce n’è sempre una che manca: questa nasce dalla mano dell’artista, il quale inventa una forma che la natura sì consente, ma che ancora non era venuta alla luce.
Vittorio Sgarbi, Ragione e passione, Rcs Libri, 2005.
Tu dici: “Non ho più certezze sulle qualità dell’arte vera…” E’ vera l’arte che ti aiuta a diventare più silenzioso, più calmo e più gioioso; l’arte che ti induce a celebrare, a danzare. E’ vera l’arte che diventa un ponte tra te e il Divino, che si trasforma in meditazione. E’ vera l’arte che riesce ad assorbirti, ad assorbirti totalmente fino a far sparire il tuo ego!
Osho, La Creatività, edizioni Riza, 2005.
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