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FENOMENOLOGIA DEL COLORE E DELL'ANIMA


Negli acquarelli l'acqua è maestra. Essa è materia misteriosa, massimamente fluida e incolore, e rappresenta l'invisibile flusso della vita che scorre in ogni cosa. Nella pittura ad acquarello è propriamente l'acqua che agisce: attraverso il colore si rende conoscibile e muove la propria danza tracciando fluorescenze cromatiche e imprevedibili incantesimi. Il pittore di acquarelli sa di non poter imporre la propria volontà a questo fluire e impara ad assecondarlo e a sedurlo sino a che le sorgenti luminose del colore, spontaneamente, si versano a vivificare il progetto dell'opera. Noi, abituati a forzare la direzione della nostra vita, abbiamo molto da imparare dall'acquarello. Esso ci insegna il lasciarsi andare. Una preziosa qualità di rilassata presenza, colma di attenzione e comprensione. Il lavoro con gli acquarelli ci consente di esplorare i luoghi più delicati e impalpabili dell'anima e delle nostre emozioni.


La pittura con i colori acrilici è la più "asciutta" tra quelle a pennello. La stesura del colore risulta omogenea e compatta. Le sfumature richiedono rapidità poiché gli acrilici asciugano in fretta. Ogni tinta ha la facoltà di ricoprire e annullare i movimenti sottostanti del colore, pretendendo il proprio campo. E' una pittura moderna, che è capace di razionalità e precisione descrittiva, rinunciando al romanticismo e a ogni poetica vaghezza. Proprio nella sua nitidezza si esprime una forte spinta alla sintesi e al superamento del passato, un voler vedere chiaro rinunciando alla memoria e alla compromissione. Gli acrilici si sposano bene al gesto volitivo che scaturisce dal processo di autoindividuazione.


Simbolicamente l'olio, come sostanza, è considerato sacro da millenni, nelle principali tradizioni religiose di tutto il mondo. In molte culture è inteso come una materia spirituale e sacrificale, una metafora di evoluzione e di ascesa mistica, emblema della Luce Universale sulla Terra.
E' sorprendente constatare che dalla satura pastosità dei colori a olio possa effettivamente sprigionarsi una particolare radiosità. Questi colori sono fortemente corporei, ricchi di sostanze e capaci di spessore. Hanno personalità forti e diverse, che a volte si amano e a volte si combattono sulla tela, così come accade nel gioco della vita. Dipingere a olio non è facile perché necessariamente si attraversano il pathos e tutte le tinte dell'esistenza. Si viene mesi alla prova. Non a caso questo medium creativo è stato prediletto da grandi artisti che soffrirono per portare in luce il Nuovo.
Il lavoro, che impasta e stende i colori a olio sulla tela, scende in profondità nelle emozioni, coinvolgendoci sino ai più sottili sentori del corpo e della mente, con magie terrestri, o celesti, di sensazioni e impressioni forti. In qualche modo il colore a olio ci assorbe e ci contagia, con un'osmosi creativa che ci fa essere un tutt'uno con l'opera, partecipi di ogni pennellata. Si tratta invero di un processo alchemico in cui possiamo affinare gli intendimenti dell'anima, sacrificando l'inessenziale a una più veridica comprensione dell'essere. Quella a olio, più di ogni altra pittura, ha la capacità di fissare l'energia creativa che ha attraversato l'artista. E, se l'autore si è realmente messo in gioco, quando il quadro è compiuto brillerà di una qualità superiore e inesplicabile.




Liberamente tratto da: Satvat Sergio Della Puppa, L'artista interiore, arteterapia per conoscere e guarire se stessi, Xenia, 2005.
 
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